Scalogno da seme

Lo scalogno è una liliacea che deve il suo nome all’ antica città Ascalon (Palestina) dove si pensa trovi le sue origini. E’ molto apprezzato per il suo gusto delicato e per le sue proprietà diuretiche e depurative. Dello scalogno si consumano i bulbi che possono essere di forma più o meno allungata e di colore rossastro, bianco o dorato. Viene destinato al mercato fresco, all’ industria della IV gamma ed a quella conserviera. Lo scalogno non necessita di cure colturali molto differenti da quelle della cipolla. Nella tecnica colturale più classica lo scalogno viene riprodotto da bulbo, trapiantando i bulbi prodotti l’ anno precedente nei mesi autunnali- invernali per avere produzioni nell’ estate dell’ anno successivo.

Ad oggi, con l’ aiuto della ricerca e l’ avvento degli ibridi è possibile produrre scalogno anche da seme, seminando il seme a febbraio-marzo e raccogliendo la produzione nell’ estate dello stesso anno. Fra le avversità possiamo ricordare quelle della cipolla: alcune virosi, batteriosi e micosi come la Peronospora, il Carbone, la Botrite e l’ Alternariosi per la parte aerea e Fusariosi, Antracnosi, Marcimue rosa e Marciume carbonioso per bulbo e radici. I parassiti animali sono diversi, il più comune è il Tripide della cipolla.

Valori nutrizionali per 100 grammi di Scalogno Parte edibile: 72 gr. - Kcal: 20 - Proteine animali: 0 gr. - Proteine vegetali: 1,5 gr. - Carboidrati: 3,3 gr. - Grassi: 0,2 gr. - Fibre: 0,8 gr. - Ferro: 24 mg - Calcio: 24 mg - Vitamina C: 13 mg    

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