Il cavolfiore è una tra le crocifere più coltivate in Italia ed è diffuso principalmente nelle regioni centro-meridionali (Marche, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia).
Il cavolfiore è molto ricco di acqua (circa 90%) e possiede un buon valore energetico (2% della parte edule in proteine) oltre a svolgere una blanda azione antitumorale. Ha un ottimo contenuto in vitamina C, potassio, fosforo e calcio.
Viene utilizzato sia allo stato fresco che surgelato, disidratato o conservato in salamoia e sottaceto.
Per il mercato fresco si adottano diversi tipi di presentazione:
- affogliato, dove sono eliminate solo le foglie più esterne al corimbo;
- coronato, dove si elimina le foglie più esterne al corimbo, mentre le altre vengono tagliate appena al di sopra del corimbo;
- defogliato, dove sono eliminate tutte le foglie ad eccezione di quelle più giovani e tenere e più interne
- nudo e solitamente avvolto in film plastico microforato utilizzato principalmente per l’ esportazione.
La tecnica coltura più appropriata è il trapianto. Il cavolfiore predilige zone a clima fresco e umido. Uno dei fattori climatici più importanti è la temperatura, soprattutto per la formazione del corimbo. Con temperature troppo alte la formazione del corimbo è ritardata e la qualità inferiore. Richiede terreni di medio impasto con un elevato livello idrico, in quanto l’evapotrapirazione dalle foglie è elevata, ed una buona disponibilità nutrizionale (per 10 ton di prodotto necessitano 130 Kg di N, 40 Kg di P e 140 Kg di K.
Fra le avversità ed i parassiti che possono interessare il cavolfiore ricordiamo l’Alternariosi (Alternaria brassicae), l’ Ernia delle crucifere ( Plasmodiophora brassicae), i Marciumi basali (Sclerotinia spp., Rhizoctonia solani, Phoma lingam), la Peronospora (Peronospora brassicae, Peronospora parassitica), alcune batteriosi (Xanhomonas campestris, Erwinia carotovora), gli afidi, le nottue e le cavolaie, le altiche e la Mosca del cavolo (Delia radicum).
Il cavolfiore è anche soggetto anche ad alcune alterazioni fisiologiche come ad esempio la peluria che viene attribuita a temperature elevate, accrescimento rapido, eccesso di azoto ed elevata umidità dell’ aria; la ottonatura (prematuro passaggio dallo stadio vegetativo a quello riproduttivo) influenzata dal trapianto di piante vecchie, ambiente troppo umido o troppo secco, elevata salinità del terreno, scarsità di azoto disponibile o altri fattori che possono essere causa di stress per la pianta; la virescenza (sviluppo di foglioline nel corimbo) da attribuire ad elevati sbalzi termici soprattutto verso temperature molto elevate.